La Cruna del Lago via Isonzo 64-71010 Lesina Gargano IT. Parton Vincenzo D’Apote Pizzaiolo, Imprenditore, Ambasciatore della cucina tradizionale🇮🇹, Presidente Ass. Pizzaioli Garganici, Vincitore Pizza World Cup Roma.
9 Settembre 2017
“Senatore Cappelli? Cos’è? E’ il nome dell’azienda produttrice?”: ecco i quesiti a cui rispondo quotidianamente nel momento in cui illustro la pasta. E forse ve lo sarete chiesto anche voi, leggendo le mie ricette, lo nomino sempre! E’ un nome curioso, lo so, ma qui le aziende produttrici non c’entrano affatto: Cappelli è il nome di un grano e…che grano! Addirittura è stato definito “razza eletta”! Questo grano deve il suo nome al Senatore Raffaele Cappelli, autore della riforma agraria che portò alla distinzione tra grani duri e teneri nei primi anni del ‘900.
Per decenni è stata la coltivazione più diffusa, soprattutto in Basilicata e Puglia: successivamente, però, data la sua scarsissima resa quantitativa (sinonimo, quindi, di altissima qualità), il grano Cappelli è stato sostituito da piantagioni più produttive. Perché noi abbiamo scelto questo grano? Beh, per diverse ragioni. Primo, è un frumento aristato (dotato, cioè, di ariste, i filamenti che si notano nelle graminacee) ed anche molto duro, per cui la pasta rimane sempre “al dente”, non scuoce mai. Secondo, contiene percentuali più elevate di lipidi, amminoacidi, vitamine e minerali, nonché caratteristiche di elevata digeribilità: è, quindi, un toccasana per la nostra salute. Terzo, non ha mai subito le alterazioni delle tecniche di manipolazione genetica dell’agricoltura moderna, che sacrificano sapore e contenuto tradizionale a vantaggio di rendimento elevato. Quarto, oggi il grano Cappelli è coltivato solo mediante agricoltura biologica in alcune zone incontaminate dell’entroterra lucano (calanchi).
Infine, è anche adatto contro le intolleranze al glutine ed allergie: questo perché il grano duro Senatore Cappelli è esente da ogni contaminazione da mutagenesi indotta con raggi x e y del cobalto radioattivo oggi utilizzati in agricoltura. Ciò lo rende diverso da tutte le altre varietà di grano duro OGM irradiato. Che parolooooooni! No, non ho mangiato pane e vocabolario! Il mio fornitore mi ha spiegato tutto questo ma forse, come la mia amica Gaia mi fa notare, sto dando troppe cose per scontato. A partire dagli anni ’80, grazie ad un gruppo di ricercatori, si iniziò ad irradiare il Grano Cappelli con raggi gamma del cobalto radioattivo, provocando mutazioni genetiche. In particolare il grano è stato “nanizzato” in modo tale che le spighe non crescessero molto in altezza (le spighe di grano Cappelli sono altissime!). In questo modo, però, la varietà è stata inevitabilmente mutata ed ibridata alla varietà “Creso”, di origine messicana e che costituisce oggi il 90% della produzione di grano mondiale. Ecco perché si puà dire che il grano “Creso” sia da considerarsi Ogm-modificato, e il grano Senatore Cappelli no! Il grano Cappelli è la varietà originaria che, non avendo subito mutazioni genetiche, non sviluppa allergie ed intolleranze.
Riassumendo, qualità, salute e genuinità racchiuse in un solo semplice prodotto.